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07.2009

Dal 2010 in Europa nuove regole per la distribuzione, riparazione-manutenzione e fornitura dei ricambi per le auto

Nel numero di luglio di CarFleet un ampio dossier sul Regolamento Monti in scadenza il 31 maggio 2010

Scade il 31 maggio 2010 il regolamento comunitario n.1400/2002, più noto come Regolamento Monti, che disciplina la distribuzione, la riparazione e la manutenzione di autoveicoli, nonché la fornitura di pezzi di ricambio. In vigore dal 31 luglio 2002, questo regolamento ha mutato profondamente il profilo del comparto automobilistico ed alla vigilia della sua scadenza continua a suscitare un acceso dibattito sia sulla sua efficacia sia sul quadro normativo più utile per continuare a garantire la concorrenza e lo sviluppo competitivo del settore.

Tra gli elementi in gioco: il nuovo profilo dell’industria europea dell’auto, la maggiore complessità dei compiti degli attori della filiera automobilistica, ma soprattutto la tutela degli interessi e della libertà di scelta del consumatore. Il nuovo quadro normativo post 31 maggio 2010 dovrà infatti essere in grado di offrire maggiori garanzie e vantaggi a chi acquista e utilizza le auto, un bene di notevole incidenza sui bilanci delle famiglie e delle imprese.

È questo il tema di un ampio dossier pubblicato nel numero di luglio di CarFleet, la rivista dedicata alle flotte aziendali, edita dalla società di noleggio a lungo termine LeasePlan Italia, al cui interno si riportano le opinioni sul tema di autorevoli esperti come Jaromír Hájek, amministratore delegato di LeasePlan, Bruno Beccari, presidente di Adira (Associazione nazionale dei distributori indipendenti di ricambi per autoveicoli) e Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa (Federazione delle associazioni italiane dei concessionari automobilistici).

Il nuovo scenario normativo del settore automotive dovrà quindi essere tracciato nell’attuale contesto economico e di mercato, che è certamente meno favorevole rispetto a quello del 2002. Molte le opinioni in discussione: dalla proroga dell’attuale regolamento alla sua sostituzione con una regolamentazione per il solo mercato del post-vendita automobilistico, dalla definizione di specifiche linee guida per il settore all’inserimento delle regole per il mondo dell’auto all’interno di una normativa più generale.

Secondo la Comunità Europea, però, da quando il regolamento Monti è entrato in vigore le condizioni di concorrenza sul mercato della distribuzione e dell’assistenza degli autoveicoli sono considerevolmente migliorate. In particolare per il noleggio, il regolamento comunitario ha avuto il merito di definire le società di autonoleggio come utenti finali, ovvero di consentire loro più favorevoli condizioni di accesso alle reti di distribuzione e di servizio post-vendita delle case automobilistiche. Per Jaromír Hájek “la proroga dell’attuale regolamento Monti oltre il 2010 richiede un nuovo specifico strumento legislativo, che contenga regole chiare e applicabili per il settore automobilistico e che descriva con maggior precisione lo status del cosiddetto utente finale. La mancanza di regolamentazione, infatti, potrebbe consentire ai fornitori un più facile ritorno a pratiche abusive, penalizzando il livello di concorrenza nell’autonoleggio e mettendo a repentaglio l’esistenza di numerosi piccoli e medi operatori indipendenti del settore”.

Anche per i distributori indipendenti di ricambi, secondo Beccari, “il regolamento Monti ha rappresentato in questi anni uno strumento di garanzia per il settore del post vendita indipendente e ha sancito il riconoscimento del ruolo da sempre svolto dagli operatori indipendenti dell’autoriparazione. Dopo la sua scadenza nel maggio 2010 è necessaria però una normativa specifica che tenga conto dello sviluppo tecnologico dei veicoli e degli eventuali mutamenti strutturali del mercato.”

È in particolare sulla distribuzione automobilistica che il regolamento comunitario ha inciso profondamente sugli equilibri del mercato automobilistico. Per Vincenzo Malagò “il regolamento Monti in sede di applicazione ha però offerto luci ed ombre. Tra le critiche: la garanzia in tema di selezione quantitativa dei concessionari e la mancanza di una corretta definizione di -autoveicolo nuovo-”. Secondo Malagò “anche in seguito alla crisi del settore auto occorrerebbe una pausa di riflessione rinviando le scelte sul nuovo quadro normativo ad una fase successiva, verificandone prima le possibili conseguenze”.

In ogni caso, pur tenendo conto di tutte le opinioni degli operatori, l’auspicio della Commissione Europea è che la nuova regolamentazione sia più semplice “in modo da garantire una migliore e più coerente applicazione alle norme comunitarie e tutelare la concorrenza sul mercato a vantaggio del consumatore finale e delle imprese, che vedrebbero così ridurre i costi legati agli sforzi necessari per adeguarsi a regolamentazioni talvolta troppo complesse e stringenti”.

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